I piatti tipici della tradizione romana, cosa assaggiare ad ogni costo

I piatti tipici della tradizione romana, cosa assaggiare ad ogni costo

Roma è la capitale d’Italia sì, ma anche del mondo! Il detto latino vuole che Romae caput mundi e così sia. Se esistesse l’ombelico del mondo, sarebbe sicuramente l’urbs aeterna. Sempre gremita di turismo internazionale ed intercontinentale. Roma è il primo comune d’Italia, nonché il terzo in Europa. Conta più di 2 milioni di abitanti e vanta più di 600 frazioni (ognuna di questa contiene, ovviamente, tutto ciò che è fondamentale per vivere come scuole pubbliche, uffici, onoranze funebri Roma, zone relax e di svago, etc…) Da ogni parte del mondo accorrono per visitare le sue bellezze storiche patrocinate dall’UNESCO e per degustare i piatti tipici della sua tradizione.

Piatti decisi, sapidi, saporiti, che non chiedono il permesso e travolgono tutte le papille gustative in un solo boccone! Piatti da non perdersi. Basti pensare che proprio sotto l’imperatore Tiberio, durante la dinastia Flavia, venne scritto il manuale gastronomico De re coquinaria, il primo al mondo. Dato che negli anni di Tiberio terminò la Res Publica e gli oratori non furono più liberi di dare vita ai loro lunghi discorsi di tema sociale e politico nel senato, i vari autori si cimenteranno nella redazione di manuali su temi meno compromettenti di quelli politici e, di conseguenza, anche il tema gastronomico venne largamente trattato.

Gli imperdibili piatti di pasta

All’interno della tradizione gastronomica romana giocano un ruolo di primaria importanza i primi piatti! Non si può passare per Roma senza assaggiare in qualche trattoria tipica del posto un buon e abbondante piatto di pasta.

  • I bucatini all’amatriciana: vennero chiamati così in onore dei contadini e dei pastori di Amatrice, città in provincia di Rieti, che la inventarono. Una pasta a base di pomodoro – senza soffritto di aglio e cipolla – pecorino, pepe e… Immancabile il guanciale di Amatrice, il vero protagonista del piatto.
  • Rigatoni alla carbonara: un vero status symbol della cucina romana. Un evergreen, un grande classico intramontabile. Eppure, le sue origini sono dubbie: si suppone che sia nata grazie ai soldati americani durante il 1944, periodo della seconda grande guerra mondiale. I soldati americani assaggiarono la pasta cacio e uova di origine abruzzese, cucinata dai carbonari romani, e vi chiesero di aggiungere il guanciale amatriciano o il loro classico bacon! Quindi, sicuramente la carbonara è un’estensione della ricetta abruzzese. Molti altri, invece, sostengono che la carbonara sia nata a Napoli sempre nei periodi bellici e che successivamente sia spopolata a Roma, dove ha trovato la sua fortuna. Di fatto, spiegherebbe il motivo per il quale tanti napoletani la ricucinano a modo loro.
  • Tonnarelli cacio e pepe: un po’ di pecorino, un po’ di pepe in grani e un po’ di acqua di cottura e il gioco è fatto!
  • Rigatoni alla Gricia: un piatto di recupero, una Carbonara senza uovo! Basterà giusto un poco di guanciale con la canonica spolverata di pepe e di pecorino.

Il maritozzo, il dolce tipico romano

A Roma, se si ha voglia di dolce, non si può non assaggiare il maritozzo. Esistono, infatti, parecchi maritozzari – ossia pasticcieri che si dedicano esclusivamente alla realizzazione di questo dolce. Sono una morbida brioche piena di panna. Sembrerà di magiare una nuvola super zuccherata!