Qual è stato il primo social network della storia?

Qual è stato il primo social network della storia?

Siamo invasi dai social network. Ogni giorno escono fuori nuove piattaforme che hanno l’intento di intrattenere gli utenti online. È innegabile il fatto che ormai si passa sempre più tempo lì sopra che da altre parti, il passatempo del nuovo millennio è stare sopra il divano della propria casa a scrollare la home in cerca di qualcosa di interessante.

I social, inoltre, sono una ottima fonte di guadagno. Sono sempre di più le persone che provano a diventare influencer con la speranza di attirare famosi brand, così come sono tante le attività che si affidano ad agenzia web marketing per riuscire nell’intento di allargare il proprio bacino d’utenti e portare in crescita il proprio business.

Prima di essere una prospettiva lavorativa florida, però, i social network venivano usati solamente per restare in contatto con chi si voleva bene. Ma qual è stato il primo social della storia e cosa è successo dopo? Scopriamolo.

SixDegrees, il primo social della storia

Chiaramente non tutte le piattaforme social hanno avuto il successo che oggi hanno Facebook, Instagram, TikTok e Twitter. A inizio del mercato erano poche le persone che si affacciavano su questa realtà e nonostante il boom iniziale molti hanno dovuto chiudere per carenza. È quello che è successo a SixDegrees, il primo social network della storia. Probabilmente nessuno di voi ne ha mai sentito parlate, in quanto è stato lanciato nel 1997 da un avvocato di nome Andrew Weinreich. La piattaforma si basa sull’interessante teoria dei Sei Gradi di Separazione di Stanley Milgram del 1967. Secondo tale teoria sulla terra gli uomini sono collegati tra di loro tramite una catena di conoscenze che non comprende più di 5 persone.

La storia continua con Friendster

Ovviamente alla nascita di SixDegrees non esisteva ancora la concezione di social network, nemmeno se ne parlava lontanamente. Per questo motivo la prima piattaforma ad essere definita in questo modo fu Friendster, pubblicata online nel 2002 e che ha chiuso i battenti nel 2015. Su tale social si poteva fare di tutto: condividere immagini, messaggi, commentare. Un po’ come si fa su Facebook, per intenderci. La piattaforma ebbe un boom enorme, arrivando a 90 milioni di iscritti nel 2008. Qualche anno prima della chiusura diventò un social gaming, senza ottenere il successo sperato.

MySpace prima di Facebook e Twitter

Un anno dopo la pubblicazione di Friendster, un californiano universitario di nome Tom Anderson deciderà di immettere sul mercato MySpace. Probabilmente è il social di cui tutti hanno memoria. Nonostante sia poco utilizzato, al momento è ancora in vita. La sua creazione aveva l’intento di dare un posto esclusivo per gli artisti emergenti del panorama musicale. Voleva offrire agli utenti uno spazio dove condividere foto, video e musica, oltre a creare gruppi su cui discutere di tutto.

Inutile dirlo che MySpace ebbe un successo enorme, superato solamente dall’avvento di Facebook e Twitter, le due piattaforme che hanno cambiato totalmente il modo di intendere e vedere la comunicazione sui social.

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